Crimini di guerra


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Un pezzo nascosto di storia italiana del Novecento

C O M A N D O     S U P R E M O
1° Reparto - Ufficio Operazioni

RAPPORTO TENUTO DAL DUCE IN GORIZIA IL 31 LUGLIO 1942 - XX

    Il giorno 31 luglio 1942, alle ore 15,45 il Duce ha convocato in un locale del Comando della Zona Militare, in Gorizia:
il Maresciallo d'Italia  Ugo CAVALLERO, Capo di S.M.Generale
il gen. des. d'Armata  AMBROSIO, Capo di S.M.R.Esercito
il gen. C.A.                ROATTA, Com.te Supersloda
il gen. C.A.                ROBOTTI, Com.te XI C.A.
il gen. C.A.                COTURRI, Com.te V   C.A.
il gen.                        PICCINI, Com.te AV.Supersloda
il gen. brigata             DE BLASIO, Capo di S.M.Supersloda

Su invito del Duce l'Ecc. Roatta fa la seguente esposizione sulla situazione in Slovenia e adiacente:

SITUAZIONE INIZIALE

1°) - SLOVENIA
    A fine maggio i ribelli in Slovenia potevano essere raggruppati in tre partiti:

a) - cattolico: numericamente più forte, in mano ai parroci; all'inizio era d'accordo con gli altri due partiti, nazionalista e comunista; in seguito a causa degli eccessi dei comunisti che fra l'altro hanno ucciso Mons. Elich, si è distaccato da loro, rimanendo estraneo alla ribellione. Hanno formato qualche banda per loro difesa ma non hanno collaborato con noi;

b) - nazionalista: in complesso carattere panserbo o panjugoslavo. E' diretto dall'elemento industriale: Si è affiancato al movimento comunista finanziandolo. In seguito non ha aderito alla idea comunista di costituire la Slovenia autonoma, allontanandosi da tale movimento. Il Mihalovic è intervenuto, facendo pressioni perchè il partito nazionalista si riaccostasse a quello comunista; recentemente, invece, ha chiesto di essere ricevuto dal comandante del VI C.A. gen. Dalmazzo;

c) - comunista: è l'unico movimento che conduce una lotta attiva, possiede formazioni regolari ed ha una certa organizzazione amministrativa e logistica.
Forza complessiva degli armati non ingente: 8-10 mila, quasi tutti sloveni, fra cui molti intellettuali, medici, professori. Alle bande si affiancano molti aderenti, la metà dei maschi validi, valutati a circa 20-30 mila, solo parzialmente armati. Infine tutta la popolazione è favorevole ai ribelli.

2°) - FIUMANO
    Le formazioni ribelli erano costituite da un migliaio di elementi croati, ben armati. Popolazione in buona parte favorevole e spesso partecipante all'azione delle bande. Epicentro delle bande e della loro attrezzatura, la catena del Risniak.

3°) - CROAZIA (zona diacente al confine)
    Grosse bande comuniste sono situate specialmente nel Gorki Kotor (Jesenak Dresnica), da cui partono gli attacchi alla ferrovia Sussa-Karlovac. Altre bande, provenienti per lo più dalla Petrova Gora, agenti nella zona di Ogulin, si sono spinte negli ultimi tempi anche verso Goranci.

4°) - TERRITORIO ITALIANO
    Piccole formazione armate comuniste (croati e sloveni) nelle zone di Pisino, Pinguente, Monte Maggiore, Castelnuovo, Ville del Nevoso, Monte Nanos.

5°) - SITUAZIONE DELLE NOSTRE TRUPPE (in Slovenia)
    A fine maggio vi erano in Slovenia due divisioni: "Granatieri" e "Isonzo" inquadrate nell'XI Corpo d'Armata oltre all'11° raggrupamento C.a.f., situato lungo il vecchio confine.
    Tali forze erano ripartite in Lubiana (grosso presidio) e numerosi altri presidi di forza limitata.



PROVVEDIMENTI ADOTTATI DALLA FINE DI MAGGIO IN POI

1) - Passaggio di tutte le forze di polizia alle dipendenze delle autorità militare.

2) - Internamento graduale di studenti, intellettuali, disoccupati e sospetti, specie a Lubiana, cervello della Slovenia, previa chiusura di ogni accesso alla città; stretto controllo delle attività intellettuali, specie dell'Università.

3) - Arrivo della divisione "Macerata" (dislocata nella zona a Cocevje).

4) - Trasporto della divisione "Cacciatori", per ferrovia, dalla Erzegovina alla Slovenia (zona di Grosuplje).

5) - Arrivo di diversi elementi non indivisionati, tratti in buona parte dal V Corpo d'Armata.

6) - Attrezzamento dell'aeroporto di Lubiana per uno stormo o più.



PIANO OPERATIVO

    Evidentemente l'azione di colonne di divisioni operanti raccolte in profondità, sarebbe stato inefficace, dato lo speciale avversario, che avrebbe potuto riprendere la sua attività dopo il passaggio delle truppe.
    Sono stati quindi, invece, decisi grandi rastrellamenti, lenti e metodici su grande fronte, tendendo ad incapsulare l'avversario sempre che possibile, ma procurando soprattutto di togliere alle popolazioni rurali l'idea che potessero agire a loro piacimento, distruggere l'attrezzatura bellica e logistica dei ribelli, costituire nuovi presidi nelle ex cittadelle ribelli, ricostruire l'organizzazione civile nelle zone man mano occupate.

In conseguenza si è disposto:

1) - azione mobile continuativa di due divisioni ("Granatieri", "Cacciatori");

2) - concorso (sempre in direzione concentrica) di colonne mobili;

3) - concorso, in raggio minore, di tutti i presidi in modo da sbarrare le vie di affluenza dei ribelli;

4) - mantenimento del territorio con le divisioni "Isonzo", "Macerata", con l'11 raggruppamento C.a.f. e un raggruppamento Camicie Nere;

5) - accordo con le autorità germaniche per la chiusura delle loro frontiere;

6) - concorso del V C.A. con la colonna Fabbri (6 btg) agente nel Fiumano e con altri 4 battaglioni e gruppi di cavalleria e sbarramento della Kupa;

7) - concorso del XXIII C.N., con la chiusura della vecchia frontiera e brevi puntate, verso est, di piccole colonne;

8) - concorso dell'aviazione del campo di Lubiana con le squadriglie da bombardamento e una da ricognizione;

9) - provvedimenti per isolare le popolazioni proibendo l'uso di mezzi di collegamento e il movimento sulle vie di comunicazione.

1^ FASE OPERATIVA

- Le due divisioni "Granatieri" e "Cacciatori" hanno occupato la roccaforte comunista (massiccio del Krim-Mikrec);

- la colonna Fabbri (V C.A.) ha ripulito il massiccio del Risniak;

- numerose altre colonne hanno concorso con formazioni locali;

- l'avversario, fra i morti contati sul terreno ed individui passati per le armi, ha perduto oltre 900 uomini. Catturati od arresisi 500 individui (nessuno prima d'ora si era arreso in Slovenia);

- le popolazioni di molte località hanno rifiutato di seguire i ribelli e hanno chiesto la nostra protezione;

- sono stati internati 1.000 maschi validi;

- vennero distrutti una trentina di campi di baracche e catturate numerose mandrie di bestiame;

- catturate in perfetto stato d'uso, soltanto qualche decina di mitragliatrici e mortai, e qualche centinaio di fucili, mentre ingenti quantità di armi e munizioni vennero trovate distrutte, ed altre risultano sepolte (sono in corso di rastrellamento);

- il nemico ha opposto qualche sporadica resistenza subito stroncata; le formazioni paesane locali, per ordine superiore, si sono disperse, le bande consistenti hanno ripiegato verso le zone di Travna Gora - Velika Gora;

- perdite nostre limitate, 36 morti (fra cui 3 ufficiali) 100 feriti (fra cui 5 ufficiali).


2^ FASE OPERATIVA

    Si è iniziata ora ora. Consiste nel movimento da nord a sud per l'occupazione delle zone dove hanno ripiegato le bande.
    Sembra che l'avversario si concentri nella zona di Kocenaki Rog, aspra e boscosa, e ove fosse respinto anche da tale zona, intenda ripiegare nel Gorski Kotar, in territorio croato.
    E' stato quindi deciso l'accerchiamento del Kocenski Rog e l'azione contro gli elementi che tentassero di defluire in Croazia varcando la Kupa.


ALTRE FASI OPERATIVE

    E' previsto, per un tempo successivo, il rastrellamento dell'estremo nord-est della Slovenia e dell'estremo nord-ovest. Infine all'inizio dell'inverno, il territorio verrà ripercorso e rastrellato in tutti i sensi in modo da impedire la riorganizzazione della ribellione.
    E' già stato predisposto un attrezzamento invernale di sci e racchette, in modo da mantenere un'attività operativa anche in tale stagione.
    E' infine prevista, prima dell'inverno, un'operazione contro il Gorski Kotar, roccaforte dei ribelli in territorio croato, che frattanto viene sottoposto a intensi bombardamenti aerei.

 

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    Ultimata la relazione dell'Ecc. ROATTA prende la parola il Duce:
    "La relazione del gen. ROATTA la considero esauriente e promettente di buoni risultati.
    La situazione è nota. Dopo lo sfacelo della Jugoslavia ci siamo trovati sulle braccia la metà di una provincia e, bisogna aggiungere, la metà più povera.
    I germanici ci hanno comunicato un confine; noi non potevamo che prenderne atto - aprile 1941.
    Inizialmente le cose parvero procedere nel modo migliore. La popolazione considerava il minore dei mali il fatto di essere sotto la bandiera italiana. Fu data alla provincia uno Statuto, poichè non consideriamo territorio nazionale quanto è oltre il Crinale delle Alpi, salvo casi di carattere eccezionale.
    Si credette che la zona fosse tranquilla; poi si vide, quando la crisi scoppiò, che i presidi non erano abbastanza consistenti e che non vi era modo di rinforzarli adeguatamente.
    Il 21 giugno, con l'inizio delle ostilità tra la Germania e la Russia, questa popolazione, che si sente slava, si è sentita solidale con la Russia.
    Da allora tutte le speranze ottimistiche tramontarono.
    Ci si domanda se la nostra politica fu saggia: Si può dire che fu ingenua.
    Anche nella Slovenia tedesca le cose non vanno bene.
    Io penso che sia meglio passare dalla maniera dolce a quella forte piuttosto che essere obbligati all'inverso. Si ha in questo secondo caso la frattura del prestigio. Non temo le parole. Sono convinto che al "terrore" dei partigiani si deve rispondere con il ferro ed il fuoco. Deve cessare il luogo comune che dipinge gli italiani come sentimentali incapaci di essere duri quando occorre. Questa tradizione di leggiadria e tenerezza soverchia va interrotta. Come avete detto è cominciato un nuovo ciclo che fa vedere gli italiani come gente disposta a tutto, per il bene del paese ed il prestigio delle forze armate.
    Questa popolazione non ci amerà mai.
    Non mi sorprende che i cattolici vedendo declinare la stella dei partigiani vogliano farsi avanti.
    Poichè non si possono respingere si può accettare il loro apporto, quasi come una concessione che noi si fa loro e senza impegni futuri. Così pure il generale Dalmazzo può ricevere questo generale Mihajlovic: può darsi che si sia persuaso che la sua fatica è sprecata. Ascoltatelo quindi. Poi riferirete.
    Considero ultimata la prima fase. Il ritmo delle operazioni deve essere sollecito: non possiamo tenere tante divisioni in Balcania. Occorrerà per noi aumentare la forza alla frontiera occidentale e in Tripolitania. Attualmente la Balcania costituisce per noi un'usura ed occorrerebbe ridurre questo schieramento.
    Richiamo l'attenzione sul servizio informazioni che è qui molto difficile, ma quindi tanto più deve essere bene organizzato.
    L'aviazione ha qui un compito abbastanza importante. Questo territorio deve essere considerato terreno di esperienza.
    Non vi preoccupate del disagio economico della popolazione. Lo ha voluto! Ne sconti le conseguenze.
    Così non mi preoccupo dell'Università, che era un focolare contro di noi.
    Non sarei alieno dal trasferimento di masse di popolazioni.

ECC. ROATTA
    Ho proposto di dare la proprietà dei ribelli alle famiglie dei nostri caduti.

D U C E
    Approvo, annunciatelo pure.
    Così considerate senza discriminazioni i comunisti: Sloveni o Croati se comunisti vanno trattati allo stesso modo.
    Le truppe adottino la tattica dei partigiani. Abbiano mordente. Mi risulterebbe che la "Macerata" e la "Cacciatori" vanno molto bene. Forse meno bene la "Granatieri", alquanto appesantita dalla troppo lunga guarnigione a Lubiana, e la "Isonzo", dove forse il difetto era nel comando, ora sostituito.

ECC. ROATTA
    La "Granatieri" non tornerà a Lubiana. La "Isonzo" ha cambiato comandante da pochi giorni e va molto meglio.

 

 

Fonte: Fondo Gasparotto b. 10, fasc. 38, presso archivio Fondazione ISEC (Istituto per la Storia dell'Età Contemporanea), Sesto S.Giovanni (Mi).