Crimini di guerra


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Un pezzo nascosto di storia italiana del Novecento

STRALCIO  DELLA  RELAZIONE  DELLA  COMMISSIONE  REGIONALE CROATA  PER  L'ACCERTAMENTO  DEI  CRIMINI  DELL'OCCUPATORE  E  DEI  SUOI  SATELLITI

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7. Il presidente del tribunale speciale in Dalmazia, gen. Gherardo Magaldi, con atto 29/10/1941 informa il gen. d'armata Gambelli, comandante generale dell'Arma, il governo della Dalmazia a Zara che nella notte dal 25 al 26 dello stesso mese, nei pressi di Vodize verso le ore 22.30, sono periti due fanti del 229° btg. T.M. ed uno ferito.

Il tenente colonnello Sestilli Gualtiero, comandante del XVI btg. mobilitato CC.RR. di Sebenico. quella stessa notte, verso le 23,15 inviava a Vodize 50 carabinieri. (Preteso originale italiano) L'opera svolta nella notte dai CC. in ottemperanza alle istruzioni del tenente colonnello Sestilli, consentì dì assicurare alla giustizia buon numero di indiziati, mentre altri 4 che non obbedirono alle intimazioni della forza vennero freddati. Il mattino del 26, il ten.col. Sestilli si recò di persona a Vodize e già alle 14 aveva pronti materiale d'accusa e denuncia al tribunale straordinario, nei confronti di 26 pericolosi comunisti, fortemente indiziati. In tal modo, ove non si fossero verificati ritardi per altre cause, i1 tribunale straordinario avrebbe potuto procedere a giudizio già nel pomeriggio del 26.

L'operato del ten.col. Sestilli è risultato “altamente encomiabile” in tutte queste operazioni che si sono concluse con la fucilazione di 12 rei, oggi condannati a morte dal tribunale straordinario.

......Tale documento ci dà un quadro fedele dell'amministrazione della giustizia e della coscienza giuridica del fascismo italiano!

Nottetempo, verso le 11 in un combattimento reparti dell'esercito liberatore nazionale di Jugoslavia. Cadono due soldati italiani ed uno ne resta ferito. Già verso le 11,30, dunque mezzora dopo l'accaduto, 50 carabinieri prendono la strada di Vodize. Se si fossero avviati verso il luogo dello scontro, se avessero ingaggiato un combattimento o comunque scovato i partigiani, tale circostanza sarebbe senz'altro, rilevata in questo documento - ma di una lotta o di uno scontro neppure uncenno.

Fuori dalla zona dello scontro, i carabinieri fermano diverse persone tranquille e inermi, contro le quali non sussistono elementi indizianti di sorta ma unicamente forte sospetto, come appunto lo rileva il ricordato documento.

Di queste i carabinieri ne uccidono 4, col consueto menzognero pretesto: “Mancata ottemperanza all'intimazione di fermo”.

Il mattino seguente il tenente colonnello Sestilli si porta personalmente a Vodize, dove “espleta un'indagine” e nello stesso giorno, precisamente alle ore 14, rientra a Sebenico con tutto il materiale d'accusa al completo e con la denuncia al tribunale che, ancora nel corso del pomeriggio, procede al dibattimento nei confronti di 12 persone.

Per ogni persona di comune buon senso è chiaro come non fosse umanamente possibile salvaguardare lo spirito di oggettività dell'istruttoria e di un dibattimento, con tanta fulminea rapidità condotti - sia pure tenendo presenti imprescindibilità di tempo e di luogo - e quale anche possa essere stata la bontà dell'apparato inquirente e giudicante d cui le autorità italiane disponevano.

Nonpertanto, le vittime designate furono trascinate davanti ai giudici, in base a pura e semplice denuncia, sfornita di elemento o documento probanti - condannate a morte e immediatamente fucilate.

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IL SEGRETARIO DELLA COMMISSIONE REGIONALE

F.to  D.re Anto Stokic'                             F.to D.re Svzguga

 

 

V  J  E  S  N  I  K

Notiziario del Fronte Popolare Croato
Zagabria, 13 marzo 1946
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I tribunali italiani erano lo strumento per l'annientamento dei nostri popoli.

Relazione n.32 della commissione per l'accertamento del delitti degli occupatori e dei loro collaboratori.

Mentre l'esercito italiano, aiutato dalle cosiddette camicie nere, faceva "rastrellamenti" uccidendo le popolazioni pacifiche, incendiando villaggi ecc., i tribunali speciali e straordinari. provvedevano ad ordinare uccisioni che loro chiamavano "legali" e “giudiziarie”. Così. che questi tribunali erano gli strumenti “legali” dell'annientamento del nostro popolo.
I1 fascismo italiano istituì nei nostri territori occupati quattro di questi mezzi di. annientamento oltre al resto: il tribunale dì guerra; il Tribunale militare straordinario; il Tribunale straordinario della Dalmazia ed il Tribunale Speciale della Dalmazia.
Il Tribunale straordinario della Dalmazia, detto dagli stessi italiani il "plotone volante" corrispondeva al tribunale sommario ustascia.
Sulla base di documenti originali italiani, di copie legali delle sentenze emanate da questo tribunale, che si trovano in mano di questa Commissione, nonché sulla base delle dichiarazioni di un membro di questo tribunale, il ten.col. Sorrentino Vincenzo, interrogato dalla Commissione, e delle dichiarazioni di parecchi testimoni viene stabilito che questo cosidetto tribunale straordinario ha “giudicato” in quattro casi.
Questo tribunale fu istituito dal governatore fascista della Dalmazia, Giuseppe Bastianini, con sua ordinanza n.34, in data 11.10.1941 e fu provocata dall'uccisione del confidente fascista Sbottoni, avvenuta a Sebenico la sera dell'11.10.1941.
L'uccisore non fa identificato. Le autorità fasciste di Selenico, assetate di vendetta, arrestarono un certo numero di giovani e sporsero denuncia al Tribunale di Guerra di Sebenico, considerando che questo era competente. Non conoscevano altro tribunale perché in realtà, non ne esisteva alcuno. Il. criminale fascista Bastianini informato della morte del fascista Scottoni, scrisse l'ordinanza con la quale istituiva questo tribunale straordinario, soltanto il giorno dopo e cioè il 12.10.1941, ma vi mise la data del giorno precedente per poter renderlo competente nel caso Sbottoni.
Secondo l'idea del Bastianini questo tribunale doveva distinguersi dagli altri, perché “mobile”, cioè senza una sede fissa e per i procedimenti giudiziari che dovevano essere sveltiti al massimo, in maniera di consentire di emettere le sentenze in brevissimo tempo.
Un membro di questo tribunale, Sorrentino Vincenzo, venne interrogato da questa commissione e, come da verbale n..11038 del 10.10.1945 dichiarò che prima del 12.10.1941 la predetta ordinanza non venne emessa, né era nota ad alcuno e che egli stesso era cosciente che questa ordinanza non doveva essere applicata al caso in parola, e oltre a ciò il governatore Bastianini non aveva l'autorità di impartire simili disposizioni. Il tribunale in questione era composto dalle seguenti persone:
Presidente gen. MAGALDI Gherardo; t.col. SORRENTINO Vincenzo e t.col. CARUSO Pietro membri, CENTONZE Francesco pubblico ministero.
Le seguenti condanne a morte furono pronunciate da questo tribunale:
13.10.1941, a Sebrenico furono condannati a morte per fucilazione: Jukanovic Drago, Laslo Ivan, Vrljev Busan, Bujas Mate, Visic Blaz e Belasario Ante.
Il giorno dopo 14.10.1941 a Spalato vi furono 15 condanne a morte e precisamente: Mrduljas Josip, Vidovic Ante, Mazic Ljubo, Cerine Maten, Miletic Ivo, Mrduljas Tone, Mrduljas Milan, Mrduljas Jure, Krstulovic Sime, Vidak Rudolf,Markovic Davor, Santini Max, Barca Milivoj, Ajspiler Milorad, Baric Frane, Federber do, Golem Mate, Senjanovic Djermano e Dalozal Adlf.
Il giorno 18.10.1941 a Cattaro 7 candanne a morte: urgurevic Ivan, Korda Nikola, Petrokovic Krsto, Petrokovic Mate, Grgurevic Grazia, Matkovic Djuro e Cupic Pasko.
Il giorno 29.10.1941 a Vodice 16 condanne a morte: Skroz Ante, Cukrov Zvonimir, Skroz Nikola, Maras Ivan, Kursar Fridrik, Jurid Ivan, Belam Sime, Udovcic Ante, Grbelj Petar, Mijat Ante, Mijat Cvitan, Skroz Josip, Skroz Bozo e Skroz Spiro.
E'stato accertato per mezzo dell'interrogatorio di diverse persone, e principalmente di Sorrentino Vincenzo, che in nessuno di questi casi è stata fatta un'inchiesta preliminare. Che nessuna inchiesta sia stata fatta è evidente pure dalle date di cui sopra, dalle quali risulta che il tribunale, o "plotone volante" come veniva chiamato, aveva appena il tempo di correre con le macchine e con gli aerei da una città all'altra ed ordinarvi le uccisioni. Non aveva certo il tempo di fare un'inchiesta in poche ore. In tutti questi casi le vittime erano state portate via da casa loro o scelte a caso nelle prigioni, portate davanti al tribunale dove la sentenza veniva pronunciata, e subito dopo eseguita, senza che esse (le vittime) avessero alcuna relazione coi fatti per i quali erano state accusate.
Sorrentino Vincenzo, nel già citato interrogatorio dichiara esplicitamente che in nessuno di questi casi è stata assodata la colpevolezza dagli imputati: "assoluta insufficienza di prove" e "confermo che le colpe non erano provate" (in italiano nel testo).
Sorrentino ha dichiarato inoltre che la sentenza di morte veniva decisa precedentemente al processo. Dopo il processo di Vodice, il 29.10.1941 ne doveva essere tenuto un altro i1 giorno dopo a Selenico. Durante la cena, il giorno 29.10.1941, nell'albergo "Krka" di Selenico, il generale Magaldi trasse di tasca un elenco di circa 26-27 nomi, accanto alla maggior parte dei quali era segnata una crocetta in matita blu, Sorrentino dichiara di aver chiesto al gen. Magaldi ciò che significavano quelle crocette. Lui disse che indicavano i nomi dei peggiori, di coloro che dovevano essere puniti. esemplarmente.
Mi ricordai allora che tali segni li avevo visti anche in un altro processo e mi pare in quello di Selenico (in italiano nel testo).
Questi giudizi del tribunale fascista straordinario non erano altro che una rappresaglia, che gli occupatori fascisti esercitavano tanto spesso sulla pacifica popolazione a causa delle azioni dei reparti di liberazione, così per esempio il processo di Vodice del 29.10.1941 ebbe luogo qualche giorno dopo che nei dintorni di Vodice perirono due soldati Italiani e uno venne ferito.
Questo tribunale non venne mai formalmente abolito e lo sostituì nella sua attività il tribunale speciale della Dalmazia.
Di questi delitti sono responsabili i membri del governo fascista di Roma, con a capo Benito Mussolini, il cosiddetto governatore della Dalmazia Giuseppe Bastianini, i prefetti, i comandanti dei carabinieri, i commissari civili a Zara, Spalato e Cattaro quali datori di ordini ed il generale Magaldi Gherardo, i ten.col. Sorrentino Vincenzo, Caruso Pietro ed il sottotenente Centonze Francesco, come esecutori.
Morte al fascismo - libertà al popolo!

Lì 31 dicembre 1945

La commissione per l'accertamento dei crimini
degli occupatori e dei loro collaboratori

Presidente: dr.Venceslav Celigoj
Segretario: dr.Ante Stokic

 

 

STRALCI  DELLA RELAZIONE SULL'ATTIVITA'  SVOLTA QUALE  PROCURATORE MILITARE IN DALMAZIA

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Era avvenuto che il Governo della Dalmazia aveva creato, in precedenza un altro organismo giudiziario, denominato Tribunale Straordinario. Arbitrario, poiché in nessuna norma legislativa trovava esso base, più arbitrario era per la costituzione e il modo di funzionare.  Lo componevano, presidente compreso, solo tre membri; la difesa vi era soltanto facoltativa; il presidente dettava le regole del rito; il presidente ne rendeva esecutiva la sentenza. Ma se tutto ciò era impressionante in teoria, peggio ancora era la pratica: codesto Tribunale Straordinario che in forza dello stesso decreto su cui si fondava aveva funzione per reati che sol perché devoluti alla sua cognizione venivano colpiti con la morte, pareva avesse fatto ampio uso di tanto sua rigorosa potestà.

Non so in qual modo informatone e a qual fine, il Governo Centrale non aveva tardato ad intervenire e, come compresi, l'istituzione del Tribunale cui addivenne con bando volle essere la remora che, facendo rientrare l'amministrazione della giustizia nell'ordine della legalità, ad un tempo opponeva al Governo della Dalmazia, mediante la costituzione di un organismo giudiziario complesso, un giudice sufficientemente forte per non doverne subire gli arbitri, mentre d'altro canto, facendo di esso l'organo giudiziario dello stesso Governo della Dalmazia, non esautorava, di questo, il prestigio.

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2.
Le notizie che avevo avuto a Roma sul soppresso Tribunale Straordinario mi furono completate con quelle che attinsi in Dalmazia, e non furono tali, queste, da riabilitarlo; anzi ne balenavano ancora meglio la fosca luce. Come seppi, i processi si svolgevano con rapidità che, per essere esemplare, era riuscita invece a gettar lo spavento.

Esso girava per la Dalmazia, e dove si fermava le poche ore strettamente indispensabili per un frettoloso giudizio, pronunciava sentenze di morte; e queste erano senz'altro eseguite.

Il suo presidente pare fremesse d'impazienza per aver gente da giudicare ("Prefetto, non avete da mandarmene altri?" aveva telefonato un giorno, sedendo a Spalato, a quel Prefetto, che mi riferì il truce aneddoto) né sembra ne avesse mai abbastanza (a Cattaro, a un Colonnello, che credo comandasse quel presidio, fece una partaccia, perché gl'imputati erano soltanto sei e, mi diceva questo colonnello, ancora stupefatto, il presidente gli aveva gridato che lui, per meno di dieci uomini non si muoveva; e non vorrei essere inesatto specificando che, come pur mi sembra, non alludesse a dieci imputati, ma a dieci fucilazioni).

Gli animi, come li trovai giungendo in Dalmazia, erano furenti: non a Zara, dove eccidi non ve ne erano stati, ma appena a uscirne dalle porte; specie a Sebenico e a Spalato. C'era in questa città il coprifuoco e anche assai presto (allorché.mi recai a Spalato, era alle 5, e si minacciava di portarlo alle 3), e, doloroso a dirsi, proprio su quella atroce amministrazione di giustizia doveva ricadere la responsabilità della situazione, ne è esatto ciò che appresi dal procuratore militare della sezione del tribunale militare di guerra di Selenico, colonnello PIZZILLO, e cioè che prima che il Tribunale Straordinario iniziasse il suo funzionamento, v'era tra quella popolazione e i militari una simpatia cordiale, un intimo affiatamento, che le prime sue sentenze avevano di colpo troncato suscitando sentimenti di rancore e di vendetta.

Ignoro se e quanto nell'azione del Tribunale Straordinario concorresse il Governo della Dalmazia: voglio dire, se la ispirasse. Certo però dovette approvarla e comunque della soppressione dell'istituto si dolse.

Ma qui dovrebbe farsi un altro esame, che, a me, sfugge, anche perché in quel tribunale straordinario non vidi gli atti definiti (in mancanza di apposita norma di legge mi rifiutai all'ordine di detto governo, di curare l'esecuzione delle sue sentenze); e cioè quali ragioni avessero costretto all'arbitrario provvedimento istitutivo di un organo giudiziario così eccezionale. E ragioni dovevano esservene indubbiamente, e certo pur gravi, Ad esse mi accennò il Governatore (che era il Bastianini), in occasione della mia visita di commiato; ma fugacemente. Gli atti in parola dovrebbero darne, penso, abbondante testimonianza.

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F.to  Il Ten. Gen. G. M.re
(Umberto Maranghini)

 

 

Fonte: Fondo Gasparotto b. 10, fasc. 38, presso archivio Fondazione ISEC (Istituto per la Storia dell'Età Contemporanea), Sesto S.Giovanni (Mi).