Crimini di guerra


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Un pezzo nascosto di storia italiana del Novecento

17.12.

  Logico ed opportuno che campo di concentramento non significhi campo d'ingrassamento.  Individuo malato = individuo che sta tranquillo.

  Ad ogni modo alla lettera rispondere "prendo atto - comunicherò arrivi."

  Praticamente faremo poi ciò che ci sembrerà meglio.

Gastone Gambara

Appunto a mano da riprodurre




COMANDO XI CORPO D'ARMATA
IL CAPO DI S.M.

  Le condizioni da deperimento dei liberati di Arbe sono verramente notevoli - ma Supersloda da tempo sta migliorando le condizioni del campo.  C'è da ritenere che l'inconveniente sia praticamente eliminato.
  Negli altri campi le condizioni di vita sono molto migliori.-
  Avvertiamo A.C. solo per quelli che tornano da Arbe.
Rispondere in tal senso, senza polemizzare.

17-XII  G



C O M A N D O  2 1 0  S E Z I O N E  M I S T A
CARABINIERI REALI

P.M. 46, lì 2 gennaio 1943-XXI

Prot. N. 9/29 Seg.
OGGETTO: Relazione quindicinale sullo spirito e sul morale delle truppe e delle popolazioni.-

Al comando dei carabinieri reali dell'XI Corpo d'Armata                                 SEDE

  /../
  I recenti rastrellamenti operati dalla Milizia anticomunista hanno dato adito a tante chiacchere sul conto della nuova formazione. A prescindere dal fatto che la guardia bianca è invisa alla maggior parte della popolazione, si sottolinea l'errore di far operare questa milizia nei centri urbani di una certa importanza come Lubiana ove si vuole che i numerosi fermi eseguiti non sono rispondenti alle direttive dell'Autorità Militare. Si parla con una certa insistenza di azioni di rappresaglia commesse a danno di singole persone, di vendette personali e di abusi di ogni genere. Poichè vuolsi che la milizia anticomunista sia stata reclutata fra elementi ex clericali ed ex liberali, si afferma che tra le due parti esiste una sorda lotta nella quale ci rimettono coloro che costituivano una delle due fazioni particolar modo quella liberale. Inoltre si critica la spavalderia degli appartenenti di quella formazione i quali si ritengono padroni assoluti della Slovenia e con il loro atteggiamento e modo di procedere dimostrano di non tenere conto della supremazia dell'Autorità italiana. I benpensanti opinano che non sia affatto opportuno affidare alla guardia bianca compiti di polizia politica, bensì di impiegarla nelle operazioni contro partigiani ancora annidati nei boschi dove risponderebbe meglio allo scopo.
  /.../

Il maresciallo maggiore c.s.
Comandante della sezione
   (Amedeo Tommasini)
          Tommasini





COMANDO 209 SEZIONE MISTA CARABINIERI REALI

P.M., lì 3 gennaio 1943-XXI

No. I/I di prot.. div.  SEGRETO
Oggetto: Relazione quindicinale sullo spirito e sul morale delle truppe e delle popolazioni

AL COMANDO DEI CARABINIERI REALI DELL'XI CORPO D'ARMATA               SEDE

  /.../
  Ma è generale un senso di paura per le azioni di rappresaglia e per le eventualità di essere inviati nei campi di concentramento, ove la vita è davvero grama e fiacca il corpo e lo spirito. Particolarmente nel campo di Arbe, le condizioni di alloggiamento e del vitto sono quasi inumane: viene riferito che frequenti sono i casi di morte, gravi e frequentissime le malattie: certo è che gli internati, reduci dal campo di Arbe si presentano in misere condizioni fisiche e dal morale abbattuto. Dagli stessi internati vengono fatti accenni circa gravi sospetti di irregolarità amministrative e di abusi da parte del personale addetto a tale campo, nonchè di quelli stessi internati che pur essendo indubbiamente i peggiori elementi, sono riusciti a procacciarsi dei comodi posti (cucina), dai quali traggono larghi mezzi di sussistenza personale e possibilità di facili e illeciti guadagni.

IL CAPITANO
Giovanni De Filippo

 

 

 

XIV BATTAGLIONE CARABINIERI REALI MOBILITATO
TENENZA DI CIRCONIO

Circonio, lì 7 gennaio 1943-XXI

AL COMANDO DEL GRUPPO DEI CARABINIERI REALI MOBILITATO DI         LUBIANA
AL COMANDO DELLA COMPAGNIA DEI CARABINIERI REALI DI                     LONGATICO

  In questi ultimi giorni sono rientrati dai campi di concentramento alcuni civili in istato di grave denutrizione, in qualche caso, realmente pietoso, il che ha prodotto una dolorosa impressione fra la popolazione.
  Si è inoltre diffusa la notizia che in Italia si sarebbero verificati vari casi di decesso provocati dalla scarsità del vitto e da malattie epidemiche diffusesi per deficienza di misure sanitarie.
  /.../
  Tale trattamento degli sloveni incide sensibilmente sulla nostra dignità ed è contrario a quei principi di giustizia ed umanità ai quali facciamo spesso appello nella propaganda svolta in questa provincia.
 Voci non controllate riferiscono che la deficienza del vitto si verificherebbe in modo particolare ad Arbe - ove da qualche tempo il vettovagliamento degli internati sarebbe stato affidato ad una ditta - che distribuirebbe una razione molto più ridotta di quella prescritta.
  In realtà appare strano - qualsiasi sia la quantità di detta - che possano verificarsi casi tanto diffusi e gravi di denutrizione.
  /.../
  Sono ad esempio ritornati alcuni civili di Loz - frazione di Stari trg - sprovvisto di presidio, ove le nostre truppe hanno agito con particolare severità eseguendo la distruzione quasi completa delle abitazioni ed annessi, la confisca del bestiame, la fucilazione di molti giovani e l'internamento di un elevato numero di civili.
  Coloro che rientrano vengono a trovarsi privi di tetto, di mezzi di sussistenza, di lavoro ed improvvisamente a conoscenza di tragiche situazioni d famiglia - precedentemente in parte o del tutto ignorate, potrebbero essere facilmente indotti ad insane determinazioni.
  Qualche comandante di stazione ha inoltre con disappunto notato che mentre rientrano civili per i quali non è stata richiesta alcuna informazione all'Arma nessun internato è stato ancora rimesso in libertà fra i tanti per i quali si è da tempo espresso parere favorevole trattandosi di elementi di buona condotta.

IL TENENTE COMANDANTE LA TENENZA
Filippo Falco





COMANDO SUPERIORE FF.AA.
"SLOVENIA-DALMAZIA"
(2 ARMATA)
-Ufficio Ordinamento-

P.M. 10, lì 13 febbraio 1943 Anno XXI

N. di prot. 01479
OGGETTO: Campo internati civili di Arbe

  /.../

CAMPO INTERNATI CIVILI DI ARBE

  Media
presenze
Totale
decessi
Media
decessi
Percentuale
decessi
Note
dal 1 al 10 gennaio 4.300 136 13.6 0.307%  
dal 10 al 20 gennaio 3.261 74 7.4 0.227%  
dal 20 al 31 gennaio 2.888 24 2.4 0.083  
dal 1 al 10 febbraio 2.819 13 1.3 0.046  






/  Il  P a d r e  T a c c h i  V e n t u r i /

Roma, 13 febbraio 1943

  /Alla Sua Eminenza Cardinale Maglione/
  Sua Ecc. Rev.ma Mons. Vescovo di Lubiana comunicò lo scorso novembre alla Santa Sede un promemoria nel quale esponeva l'infelicissimo stato degli internati civili sloveni trasportati da Gonars a Renicci in quel di Arezzo.
  Considerando la gravità della questione desiderando che venissero subito presi provvedimenti, credetti di trattare la cosa per iscritto col Duce, il quale il 21 dello stesso novembre mi fece scrivere dal sottosegretario di Stato all'Intemo che il campo di concentramento di Renicci dipendeva dall'autorità Militare alla quale pertanto era stata rimessa la relazione da me inviata.
  Ieri l'altro il nuovo sottosegretario di Stato all'Interno Albini, mi trasmise copia della relazione ricevuta dal Ministero della Guerra circa lo stato degli sloveni internati in quel campo.
  La mando, come l'ho ricevuta, a Vostra Eminenza, non tacendo che benché non si dica espressamente, si viene pure a confermare la verità di quanto affermò mons. Vescovo di Lubiana.
  Ci si dà nondimeno la consolante notizia che alcuni miglioramenti sono stati già introdotti; purtroppo però ben più è quello che vi sarebbe da migliorare e dicesi si vada facendo, ma a poco a poco stante le difficoltà cagionate dal presente stato di guerra. Concludendo, quei poveretti han bisogno di molta pazienza per sopportare i loro gravi disagi e patimenti.

/Padre Tacchi Venturi/





IV BATTAGLIONE CARABINIERI REALI MOBILITATO
STAZIONE DI BOROVNICA

Borovnica, lì 25/2/1943-XXI

PRO-MEMORIA RIS.  PERS.
Oggetto: Relazione sullo spirito e morale delle truppe e della popolazione.

AL COMANDO DELLA TENENZA CARABINIERI REALI DI             VERCONICO

  /.../
  Data la particolare situazione in cui è venuto a trovarsi questo comune in seguito allo sfollamento di diversi centri abitati, come Breg. Pako, Padez, circa una ventina di famiglie sono state internate per misure precauzionali e private di tutto il bestiame circa 200 capi, che venne requisito dalle Autorità militari, e diverse aree di terreno rimangono pressochè incolte per mancanza di manodopera.
  /.../
  Sinora diverse famiglie di quelle borgate sono ritornate dai campi di concentramento, ma dato che la maggioranza delle loro abitazioni è stata distrutta, e gli attrezzi agricoli bruciati, al momento si trovano impossibilitati, anche per la mancanza del bestiame, di riprendere il loro lavoro.
  /.../

IL VICEBRIGADIERE
COMANDANTE INT. DELLA STAZIONE
                      Gregaria Pietro





Allegato 4 in data 26-6-43 del Comando 2 Armata

DECESSI VERIFICATESI NEI CAMPI CONCENTRAMENTO
DAL 1 GENNAIO AL 31 MAGGIO 1943-XXI

  Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Totali
Visco - - 5 1 1 7
Arbe 190 20 11 11 6 238
Gonars 110 91 47 18 14 280
Monigo 20 12 34 25 13 104
Chiesanuova 19 5 4 3 - 31
Renicci 63 31 10 8 - 112
Fiume 21 6 4 - 2 33
Totale decessi 423 165 115 66 36 805
 
Media internati presenti 19.963 19.808 19.489 17.231 16.556  
% decessi verificatesi 2,12 0,82 0,57 0,38 0,21  

 

 

MINISTERO DELLA GUERRA
GABINETTO

Roma, 30 giugno 1943-XXI

n. 324327/320.8.1 di prot.
OGGETTO: Invio di viveri agli internati civili nel campo di concentramento di Visco.

ALL'ORDINARIATO MILITARE

  Nello scorso maggio le autorità militari consentirono che il Vescovo di Gorizia inviasse alcuni fusti di crauti e del cioccolato al campo di concentramento di Visco perché fossero distribuiti ai civili ivi internati.
  Poiché la situazione alimentare di tali internati è adeguata alla loro necessità, si aveva motivo di ritenere che l'invio di viveri non si sarebbe ripetuto.  Invece, durante lo scorso mese, vennero effettuati ulteriori invii allo stesso campo.
  Il continuo invio di viveri può dar luogo ad errate opinioni da parte degli elementi slavi della Venezia Giulia circa il trattamento alimentare che viene usato agli internati civili dalle autorità militari ed a conseguenti ripercussioni a noi sfavorevoli.
  Per queste ragioni, pur apprezzando l'opera svolta dal Vescovo di Gorizia, si ravvisa l'opportunità che tale forma di assistenza venga sospesa e si sarà grati a codesto Ordinariato se vorrà informarne il Vescovo stesso.
  Si gradiranno cortesi notizie in merito.

IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO
f/to Sorice





COMANDO DELLA 2 ARMATA
Ufficio Ordinamento

P.M. 10, lì 4 luglio 1943

n. 07/000 di prot.

AL COMANDO DEL V CORPO D'ARMATA           POSTA M. 41
AL COMANDO DEL VI CORPO D'ARMATA          POSTA M. 19
AL COMANDO DELL'XI CORPO D'ARMATA        POSTA M. 46
AL COMANDO DEL XVIII CORPO D'ARMATA     POSTA M. 118
e, per conoscenza:
ALL' INTENDENZA DELLA 2 ARMATA                  POSTA M. 10
Uff. Prig. e Internati Guerra. -

OGGETTO: Liberazione internati civili.

  In questi giorni è in corso la liberazione di una notevole aliquota di internati sloveni, sul conto dei quali il comando dell'XI Corpo d'armata ha eseguito accertamenti che hanno determinato l'opportunità di tale provvedimento.
  Desidero che analoghi accertamenti siano eseguiti presso tutti i C.d.A. anche per gli internati non sloveni in modo di poter addivenire al rilascio di tutti quelli che non risultano pericolosi.
  E' da ritenere infatti, che parecchi individui, internati in un primo tempo con precedente sommario d'urgenza o per particolari contingenze, risulteranno, ad un riesame accurato obbiettivo della loro posizione, non pericolosi.
  Esistono poi attualmente nei campi di concentramento donne, bimbi, vecchi e malati, che, per età e condizioni di salute non sono, per la massima parte, in grado di apportare personale, attivo contributo ad nostri danni.
  La liberazione di tali internati determinerà, se non altro, uno sgravio per la stessa gente, il cui mantenimento da parte nostra rappresenta una pura passività, senza alcuna prospettiva di pratica utilità.  Non solo, ma determinerà, in certi casi, la cessazione di quella che si potrebbe chiamare una "agevolazione" indiretta ai partigiani, i quali, sapendo benissimo che il sentimento e la civiltà italiana non ci consentiranno mai di fare rappresaglie su vecchi, donne e bambini (anche se i capi famiglia sono dei veri briganti, come sono) godrebbero dello strano favore di vedere i loro più deboli familiari custoditi, mantenuti e sottratti ai disagi, mentre essi continuano ad angariare il territorio ed a preparare gli agguati ai nostri soldati.-
  Prego quindi i Comandi di C.A. di accelerare l'esame della posizione di tutti gli internati, nel senso sopra indicato, e di inoltrare al più presto proposte di liberazione per i meritevoli, con particolare riguardo, ripeto, per le donne, bambini, vecchi (oltre i 65 anni) ed ammalati, per le quali categorie desidero che la liberazione avvenga al più presto e con criteri di larghezza, sempre però con modalità ragionevoli in quanto a numero, vale a dire con blocchi successivi.
  Le proposte di cui trattasi dovranno essere inviate all'Intendenza - ufficio prigionieri di guerra.-

IL GENERALE
Comandante designato d'Armata
            -Mario Robotti-

p.c.c.
IL TENENTE COLONNELLO
      Capo Uff. Ordinamento
             (F. Passadore)
               Passadore





QUARTIERE GENERALE DELL'XI CORPO D'ARMATA
375 Sezione CC. RR. Celere

P.M. 46, lì 8 luglio 1943 XXI

N. 3/4 seg. di prot.
OGGETTO: Relazione trimestrale sull'opera svolta dell'Arma nel territorio ex Jugoslavo.-

AL COMANDO DEI CARABINIERI REALI DELL'XI CORPO D'ARMATA     SEDE

  Dalla precedente relazione, il personale di questa sezione, continua ad essere impiegato nel servizio di custodia e governo dei fermati precauzionali, degli ostaggi ed altri individui, molti dei quali, dopo averne assodata la responsabilità da parte degli organi preposti, vengono denunciati alle Competente autorità militare giudiziarie. - Questi individui presentati nel 2 trimestre 1943 da diversi comandi dislocati nella Slovenia, ammontano a n. 1767 fra uomini, donne, ragazzi e bambini. A questi devesi aggiungere n. 1510 individui ritornati dai vari campi di concentramento e messi in libertà, in seguito ad ordine superiore.-
 Durante il trimestre sopra accennato, vennero tradotti al campo di concentramento n. 416 persone di ambo i sessi.-

IL MARESCIALLO
COMANDANTE INT. LA SEZIONE
              (Giuseppe Nonnato)
                       Nonnato





I N T E N D E N Z A  D E L L A  2  A R M A T A
Ufficio Prigionieri ed Internati di Guerra

P.M. 10, lì 10 luglio 1943-XXI

N. 13530/IVa-3 di prot.
OGGETTO: Trasferimento tra campi.-

AL COMANDO CAMPO INTERNATI DI GUERRA                 RENICCI
e, per conoscenza:
ALLO STATO MAGGIORE R. ESERCITO - Uff. Prig. Guerra    P.M. 9
AL COMANDO DIFESA TERRITORIALE DI                             FIRENZE

  Pregasi comunicare, se codesto campo ha trasferito ai campi di Ellera, Pietrafitta, Tavernelle, Colfiorito degli internati civili di guerra sloveni o croati provenienti dalla 2 Armata e se essi sono o meno tuttora in forza a codesto campo e figurano nei dati numerici e nominati inviati.-
  Qualora fossero stati trasferiti degli internati e questi non figurassero più in forza a codesto campo, pregasi inviare elenchi nominativi con complete generalità degli internati stessi specificando l'ente che li ha ora in forza e la data di trasferimento.-
  Tanto è necessario a questa Intendenza per poter seguire gli internati dell'armata e provvedere ai movimenti che si rendessero necessari per liberazioni o trasferimenti.

d'ordine
p. IL CAPO DI STATO MAGGIORE a. p. l.
              IL CAPO UFFICIO S.M.
            F/to. Col. s.S.M. A. Bortone

p.c.c.
IL TENENTE COLONNELLO
      Capo Uff. Ordinamento
             (F. Passadore)
               Passadore





2  A R M A T A

P.M. 10, lì 10 luglio 1943 - XXI

UFFICIO AFFARI CIVILI
OGGETTO: Sistemazione e trattamento ebrei nel campo di Arbe

  Dalle segnalazioni che finora sono pervenute a questo Comando, dal campo di internamento ebrei di Arbe, attraverso le varie loro istanze, è opportuno rilevare:
  1) - Gli ebrei che erano internati presso il VI Corpo d'Armata godevano di una certa libertà e di una comoda sistemazione in alberghi requisiti;
  2) - Gli ebrei che erano internati presso il XVIII C.A. nelle isole di Brazza e di Lesina, godevano ugualmente libertà e comoda sistemazione pure in alberghi;
  3) - Gli ebrei del campo di Porto Re, comodamente sistemati in esuberanti baracche avevano compiuta un'attrezzatura perfetta di tutti i servizi interni del campo: da attrezzati gabinetti dentistici e di protesi dentaria a grandi concerti con ottimi artisti; da locali di sartoria e abili barbieri a frequentatissime scuole metodiche primarie e medie; vi erano tre categorie di cucine, quella comune generale, quella per i diabetici, quella per i bambini;
  4) - Tutti gli ebrei internati hanno con loro un abbastanza numeroso bagaglio, contenente tutto ciò che loro è rimasto di quella che fu una agiata vita per molti vissuta da milionari; hanno inoltre per ogni gruppo famigliare, riserve di olio, grassi, farine ecc.;
  5) - Numerose sono le famiglie con bimbi, in grande maggioranza prevale l'elemento femminile su quello maschile.
  Tutti sono internati civili a scopo protettivo: ma non si può pensare che questa massa di 2700 ebrei - politicamente - debba essere rigidamente considerata in modo uguale agli altri internati civili: non perchè gli occhi dei loro consanguinei, nemici nostri, siano ogn'ora rivolti a costoro, ma perchè effettivamente sotto l'aspetto politico, possono, costoro, costituire una propizia opportuna massa di manovra..
  L'Eccellenza il Comandante ROATTA durante la visita compiuta al campo di Porto Re, conferendo con gli esponenti degli ebrei, dopo averli assicurati della protezione nostra a loro riguardo, li ha invitati a sistemarsi nel campo onde conseguire un confortevole adattamento in forma e modi diversi dagli altri internati civili a scopo protettivo; successivamente dispose la sistemazione di cucine con fornelli elettrici, onde lasciar loro confezionare qualche particolare cibo da parte di mamme ai bambini, da parte dei vecchi: furono concessi, anche perchè era possibile, locali riunione, locali per scuole.
  Bisogna riconoscere che la sistemazione conseguita nel campo di Porto Re - proprio dagli stessi ebrei - è stata confortevole per tutti gli internati, senza discapito per l'ordinamento generale e per la disciplina: numerosi sono gli ingegneri, i professori, i giudici, gli avvocati, gli impiegati, i dottori in medicina e chirurgia, i dentisti e non mancano gli artisti come í provetti artigiani: costoro si sono prodigati agli ordini del Comando del campo e mai alcun incidente è accaduto.
  L'inoperosità e l'inedia sono i terribili tarli, silenziosi, dell'individualità umana e collettiva: è opportuno che anche nel grande campo di Arbe non venga meno quanto di buono e confortevole è stato concesso di fare agli internati ebrei nel campo di Porto Re.
  Ora, ad Arbe, la comunità è accresciuta di elementi intellettuali ed artigiani e di molta povera gente.
  Non è possibile pensare che codesti elementi eterogenei, molto numerosi, in località relativamente ristretta, possano rimanere inerti a guardarsi l'un l'altro in viso per mesi e mesi, resi ancor più lunghi, da un ozio forzato.Se codesti nuclei famigliari hanno portato con loro, rispettivamente le mamme per i bimbi, qualche lontano residuo di farina, di olio, di zucchero ecc. lasciamo e non si oltraggiano i regolamenti, che essi confezionino, per i vecchi e per i bimbi, qualche modesta ghiottoneria che, per quanto inzuccherata, è pur sempre tanto amara, perchè confezionata da mani che non hanno del tutto perduta la gentilezza di un tempo, sulle cui dita è rimasto ancora qualche brillante a ricordare troppo atrocemente quel tempo che fu ...
  Si ravvisa, pertanto, opportuno prospettare all'Intendenza d'Armata, alle cui dipendenze è posto il campo di Arbe:
  1) - che la sistemazione degli ebrei sia gradatamente migliorata con opportuni adattamenti di locali, impiegando nei lavori gli stessi ebrei internati.
  2) - che sia concesso, nell'interno del campo, una certa tolleranza di vita e di manifestazioni collettive senza venir meno alle norme di disciplina, di moralità, di ordine.
  3) - che sia concesso di confezionare, oltre i comuni pasti, qualche cibo personale, con gli elementi di cui ognuno dispone, in apposito locale.
  4) - che siano organizzate le scuole primarie e medie, coi propri insegnanti, per tutti i fanciulli e giovani internati.
  5) - che sia organizzata la biblioteca con la raccolta dei libri.
  6) - che siano concessi trattamenti culturali ed artistici (musica e canto).
  7) - che siano organizzati gabinetti dentistici impiegando i professionisti internati.
  8) - che siano organizzati i locali da barbiere, sarto, falegname ecc.
  9) - che nella trattazione delle pratiche col Comando d'Amata sia mantenuta la numerazione individuale corrispondente al numero della rispettiva scheda, che ogni ebreo aveva nel campo di Corpo d'Armata di provenienza.
  10) - che si eviti di dar corso a quelle pratiche di natura generale per le quali sussiste evidente analogia di istanza e di risposta, già note e risolte.

  In conclusione, gli ebrei dell'Armata costituiscono una massa di 2700 persone che hanno i doveri tutti degli internati civili a scopo protettivo, uguale trattamento, ma per particolari, eccezionali motivi, contingenti e politici, si ravvisa opportuno concedere - nell'intangibile disciplina - un trattamento sentitamente "italiano" per cui se è stata usata loro dalla nostra autorità militare una gentilezza, questa sia intera, non a metà.





2  A R M A T A

P.M. 10, lì 16 agosto 1943.-

UFFICIO AFFARI CIVILI
OGGETTO: Situazione ebrei.-

  Viene rilevato attraverso la esecuzione degli ordini di dismessione degli ebrei dal campo di internamento di Arbe, emessi da questo Comando all'Intendenza (dalla quale dipende quel campo per l'amministrazione e per la disciplina), che ogni dismessione di ebreo viene segnalata per conoscenza allo Stato Maggiore del R. Esercito, a questo Comando che l'ha ordinata e che i dismessi vengono "tradotti" nella località destinata, con scorta.
  Tali norme possono riguardare evidentemente solo gli internati civili repressivi e protettivi, internati nei campi in Italia o territori annessi.
  Si ritiene che tale procedura non debba essere applicata per gli ebrei che ora, occasionalmente, si trovano ad Arbe, per queste considerazioni:
  a) - gli internati civili a scopo protettivo e repressivo sono soggetti a specifiche norme di pubblica sicurezza e militari; essi hanno i loro campi in territorio nazionale o in territorio annesso, per la opportuna tutela;
  b - gli ebrei che ora si trovano ad Arbe non sono internati per misure di pubblica sicurezza o di carattere militare ma per ben altri motivi, di carattere politico, dipendenti dal bando del Generale Ambrosio 7-9-1941 in base al quale veniva garantita salva la vita a tutti coloro, nel territorio croato, che si sottoponevano alla nostra autorità militare.
  Fra costoro vi erano tutti gli ebrei scampati dagli eccidi ustascia che avevano potuto raggiungere la costa Dalmata: circa 3000.
  Contro costoro anzi infieriva l'autorità croata dapprima, quella tedesca di poi, le quali, pretesero la consegna, la deportazione per la "mattanza" o soppressione (vedasi colloquio Capo del Governo S.E. Roatta 21-11-1942).
  L'autorità italiana si oppose e trovò il modo di toglierli dalla circolazione nel territorio croato sottoposto alla nostra giurisdizione istituendo il 28-10-1942 campi di concentramento in territorio croato, per ebrei croati e stranieri, presso i rispettivi corpi d'armata.
  Ragioni di carattere contingente consigliarono circa due mesi or sono, il trasferimento nell'isola di Arbe di tutti gli ebrei internati.
  Costoro dipendono unicamente dal Comando della 2 Armata.
  Per essere ora gli ebrei in territorio annesso ed in località amministrata dalla Intendenza, dove esistono, internati civili protettivi e repressivi, non perciò devono essere sottoposti alle norme severe che governano costoro.
  Anzi tutt'altro, come più volte è stato segnalato all'Intendenza; la quale non di meno, persiste ad usare un trattamento uguale a quello dei repressivi.
  Superiori ragioni politiche hanno sempre consigliato verso gli ebrei (- e maggiormente ora nell'Era Nuova, non fascista - anche per espresso consiglio del Ministero degli Affari Esteri-) un trattamento di favore, con criteri di larghezza, pur rispettando ognora la disciplina.
  Ciò è ancora opportuno che venga portato a conoscenza dell'Intendenza:
  1) - che la dismessione degli ebrei venga compiuta subito dopo l'ordine dato dal Comando d'Armata e che venga data notizia allo Stato Maggiore del R.Esercito;
  2) - che la "traduzione" od accompagnamento degli ebrei dismessi avvenga per i soli casi di persone ammalate e bisognevoli di accompagnamento.-

  Si unisce lettera per Intendenza per quanto sopra proposto.  Va bene.





I N T E N D E N Z A  D E L L A  2  A R M A T A
Ufficio Prigionieri ed internati di Guerra

P.M. 10, li 1 agosto 1943. E.F.

N. 15635/II/C-I
OGGETTO: liberazione internati minorati e bambini.-

COMANDO CAMPO INTERNATI DI GUERRA   ARBE
(rif.f. 9403 del 27.7.1943)                                

e, per conoscenza
S.M.R.E. - Ufficio P.I.G.                                  P.M. 9
COMANDO 2 ARMATA - Ufficio affari civili   SEDE
COMANDO V CORPO D'ARMATA               P.M. 41
COMANDO VI CORPO D'ARMATA              P.M. 39
COMANDO XI CORPO D'ARMATA              P.M. 46
COMANDO XVIII CORPO D'ARMATA         P.M. 118

  Per ordine del Comando della 2 Armata (Telescritto 09000 del 21 corrente) pregasi disporre l'immediata liberazione degli internati minorati fisicamente e psichicamente e dei bambini di età inferiore ai 14 anni compiuti, di cui agli elenchi inviati da codesto Comando con foglio a riferimento ed all'annesso riepilogo numerico, già trasmesso ai Comandi Corpo d'Armata con foglio n. 14757/lic-I del 5 corrente.
  I Comandi di Campo invieranno i detti internati nelle seguente località, da dove, a cura dei Comandi di Corpo d'Armata, saranno inoltrati a destinazione.
    (Prov. Lubiana             a Lubiana (Com. XI C.A.)
  I detti Comandi di Campo provvederanno:
  1) - a tempestivamente informare XI C.A. o il Comando del Campo 83, a secondo dei casi, degli internati avviati e della data di arrivo.
  2) - dotare i convogli del personale e dei mezzi occorrenti, in relazione al numero e alle condizioni di salute degli internati, per l'assistenza sanitaria durante il viaggio.
  Attendo dai comandi di campo assicurazione dell'avvenuta partenza degli internati predetti con la segnalazione nominativa di quelli che non hanno potuto partire per qualsiasi motivo che deve essere specificato.

IL GENERALE DI BRIGATA INTENDENTE
- Umberto Giglio -

p.c.c.
IL COLONNELLO CAPO UFFICIO
            f.to Eugenio Morra



STRALCIO DEL RIEPILOGO NUMERICO BAMBINI DI ETA' INFERIORE AI 14 ANNI
XI CORPO D'ARMATA - PROVINCIA DI LUBIANA

Elenco n. 32            campo di Monigo n.8

INTERNATI MINORATI XI CORPO D'ARMATA - Provincia di Lubiana

Elenco n. 13            campo di Monigo n. 6

 

 

VATIKANSKI INFORMACIJSKI URAD
PISARNA V LJUBLJANI
Rakovnik - Ljubljana 8

All'Alto cornando dell'XI Corpo d'Armata       a Lubiana

  Il sottoscritto Don Blatnik Francesco di fu Francesco e di fu Cecilia Kladnik, nato a Konjsko il 30 Gennaio 1899, Sacerdote Salesiano, abitante nell'Istituto Salesiano Rakovnik (Rakovniska ulica 6) mi rivolgo all'Alto Comando del XI Corpo d'Armata colla domanda di volermi rilasciare il lasciapassare per tutta la provincia di Lubiana in ferrovia e via ordinaria per tre mesi per motivi religiosi.
  Essendo incaricato dell'Ufficio Informazioni Vaticano per la Provincia di Lubiana, ed essendo pure rappresentante di S.E. il Vescovo di Lubiana presso l'Ufficio internati al Comando Corpo d'Armata, ho bisogno di andare a parlare coi sigg, parroci nella provincia degli affari di mio ufficio.
  Sono in possesso del lasciapassare No. 3394 rilasciato dalla Questura di Lubiana il 11 Febbr. 1943.

Blatnik

Lubiana, il 31 Agosto 1943.





Ordinariatus Episcopalis Veglensis

Veglia, lì 1 settembre 1943.

N. 179/Prs
Ad Div.  P.S.N.017137
d.d. 24 agosto 1943

All'Eccellenza il Signor Prefetto             a Fiume.

  In riscontro alla Nota sopra segnata e riguardante il Mateicich Natale di Francesco nato a Sussa il 25.12.1896 parroco di Bescavalle (Veglia) ho l'onore di riferire quanto appresso:
  Il sottoscritto ha citato il detto parroco ad audiendum verbum a Veglia ed in tal occasione apprese da lui, che si tratta d'un colloquio, avvenuto fra lui e l'insegnante Gemma Bernardi all'inizio del mese di maggio a.c. dopo che gl'eserciti Italiano e Tedesco si erano ritirati da Tunisia. Bisogna notare, che Don Mateicich non parla tanto bene l'italiano per poter esprimere esattamente i suoi pensieri.
  Colle parole: "Gli italiani ritorneranno in Africa con la speranza", rispettivamente: "Gli italiani, guidati dal fascismo ritorneranno in Africa con la speranza" - voleva dire press' a poco questo: "Sì, gli italiani si sono ritirati, ma nella certa speranza, che torneranno nuovamente in Africa."
  Se V. E. ha prove di credere più alla denuncia che al Parroco La prego di farmelo conoscere, affinchè possa in suo confronto adottare delle misure coercitive ecclesiastiche e metterlo a sesto.
  Le parole che si riferiscono al campo di concentramento nell'isola di Arbe ricordano i fatti incontestabili e noti a tutti. Il sottoscritto, facendo una visita lì 11 settembre 1942, vide con i propri occhi l'indicibile miseria, nella quale in quel tempo le migliaia d'internati (donne, vecchi, bambini, uomini) si trovavano, e dicendo loro parole di spirituale conforto naturalmente promise loro, di rivolgersi in loro favore a tutti i competenti Fattori per ottenere al più presto possibile un miglioramento della loro ... proposito già nello stesso mese il Comando Militare di Fiume, a S. E. Mons. Archivescovo Ordinario Militare a Roma, a S.E. Mons. Archivescovo Nunzio Apostolico in Italia nonchè alla Segreteria di Stato di S.S. Vero è, come noto a tutti, che in quel tempo gl'intemati vivevano sotto le tende, esposti al freddo ed alle pioggie autunnali ed invernali, in una umidità ed in condizioni, a causa delle quali morirono centinaia e centinaia.
  Ora, come tutti lo sanno che le condizioni del detto campo di concentramento sono radicalmente cambiate in meglio. Non vi sono più tende ma baracche case, che frattanto vi furono costruite, il numero degl'intemati è assai minore di quello dell'autunno passato, il vitto è molto migliore, casi di mortalità quasi eccezionali.
  Nel suo colloquio con l'insegnante Gemma Bernardi il R. Don Mateicich ricordava dunque cose note a tutti senza la minima intenzione di denigrare le Autorità Italiane e di eccitare all'opposizione.
  Anche quello che disse: "Il Vescovo di Veglia avrebbe chiesto di poter visitare gli internati di Arbe, ma ciò non gli sarebbe stato concesso" rispettivamente: non ha ottenuto che il Vescovo potesse avvicinarli", è un fatto, conosciuto dappertutto nelle isole di Arbe e Veglia. Quando vale a dire il sottoscritto secondo una dichiarazione del Comando Militare datagli li 15 settembre 1942/XX, che possa visitare il campo di concentramento ogni due o tre mesi, lì 22 novembre 1942 avvisò S.E. il Generale d'Armata Roatta a Fiume.
  Alla fine della sopracita Nota si legge: "Viene riferito, che Don Mateicich sarebbe anche poco scrupoloso nel disimpegno dei doveri religiosi posponendolo ai propri interessi personali."
  Il R. Don Parroco chiamato a rendermi conto di un tale suo comportamento rispose, offeso nei suoi sentimenti, che vi si tratterebbe di una denuncia per vendetta, e mi pregò di addurgli fatti concreti, dai quali risulterebbe, che egli davvero fosse troppo poco scrupoloso nell'adempimento dei suoi doveri pastorali e cercasse piuttosto i suoi interessi personali.-
  Ringraziando Vostra Eccellenza di avermi dato l'occasione di fornirLe desiderati chiarimenti e certo che i miei chiarimenti metteranno dinanzi ai Suoi occhi tutte le cose al loro giusto posto, prego Vostra Eccellenza di gradire i sentimenti della mia considerazione.

/Mons.  Giuseppe Srebrnic/





COMANDO Presidio Militare di Arbe
CAPOSALDO Arbe
Signor ten. col. Cuiuli Vincenzo

In presenza della truppa del presidio, schierata in armi, Vi investo oggi del comando del caposaldo costiero di Arbe con la consegna di difenderlo fino all'estremo.
Il presidio del caposaldo, affidato al Vostro onore di Soldato, anche se attaccato da forza soverchianti, circondato, ridotto negli effettivi e nei mezzi, non retrocede, soccombe ma non si arrende.-

p. IL GENERALE DI BRIGATA COM/TE
        (Italo Amato)
"Col.  Giuseppe Gerosa"
          Gerosa

Il COMANDANTE DEL
      CAPOSALDO
T.Col. Vincenzo Cuiuli



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Le fonti:
I documenti pubblicati provengono da due archivi: Archiv Republike Slovenije di Lubiana e dall'Archivio centrale dello Stato di Roma, dalla microfilmatura del materiale italiano conservato presso i National Archives di Washington (microcopy T-256 e T-821), da pubblicazioni e da altre fonti (fondi S. Capogreco e Klaus Voigt).

pubblicati in Tone Ferenc, Rab, Arbe, Arbissima. Confinamenti-rastrellamenti-internamenti nella provincia di Lubiana 1941-1943. Documenti, Istituto di Storia moderna, Ljubljana 2000.