Crimini di guerra


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Un pezzo nascosto di storia italiana del Novecento

R I S E R V A T O

COMANDO SUPERIORE FF.AA. “SLOVENIA E DALMAZIA”
( 2^  ARMATA )


C  I  R  C  O  L  A  R  E    N.  3   C

Distribuzione estesa sino ai comandanti di
battaglione e reparto o ente corrispondente

1° dicembre 1942-XXI°



I  N  D  I  C  E

- Avvertenza  introduttiva

P  R  E  M  E  S  S  A

- CONCETTI  BASILARI

P  A  R  T  E     P  R  I  M  A

- Servizio  Informazioni

P  A  R  T  E    S  E  C  O  N  D  A

 - MISURE DI SICUREZZA E PROTEZIONE

- Capitolo  I    - Limitazioni alla circolazione e simili.

-       “       II   - Misure precauzionali nei confronti della popolazione.

-       “       III  - Protezione delle ferrovie (“P:F:”).

-       “       IV  - Vigilanza costiera.

-       “       V   - Protezione delle opere d'arte, stradali e simili.

-       “       VI   - Protezione di edifici militari, depositi e simili.

-       “       VII  - Consegna - Accordi con le autorità politiche - Notificazioni.

-       “       VIII - Elementi incaricati dei servizi di sicurezza e protezione.

-       “       IX   - Doveri degli elementi incaricati dei servizi di sicurezza e protezione.

-       “       X    - Contegno dei militari in genere dal punto di vista della sicurezza.

 

P  A  R  T  E     T  E  R  Z  A

- ORGANIZZAZIONE DEL TERRITORIO E DEI PRESIDI

- Capitolo  I     - Generalità.

-       “       II    - Compito e composizione dei presidi.

-       “       III   - Sistemazione difensiva dei presidi.

- Caposaldi.

- Posti di blocco.

- Varie.

- Settori della difesa.

- Edifizi apprestati a difesa.

- Organizzazione della difesa fra edifizi contigui o adiacenti.

- Cammino di ronda.

- Illuminazione del terreno.

- Riserve logistiche.

- Campo di aerorifornimenti.

-       “       IV    - Truppe dei Presidi.

- Reparti della difesa.

- Reparti mobili.

- Reparti e servizi dislocati nei presidi ma non facenti

- parte degli stessi.

-       “       V    - Piano di difesa dei presidi.

 -       “      VI   - Servizi interni di presidio.

 -       “      VII  - Riserve mobili.

 -       “      VIII - Truppe ed elementi vari.

-  Truppe addette alla "P.F."

- Truppe addette alla difesa costiera.

- Difesa costiera.

- Marina.

- Aviazione.

- Reparti e nuclei fusi.

- Truppe croate.

- M.V.A.C. (Milizia Volontaria Anti Comunista)

- Nota circa i lavori fortificatori sopra considerati.

 -       “       IX  - Fronti "difensivi”.

 

P  A  R  T  E     Q  U  A  R  T  A

- OPERAZIONI

- N.149-154  (Premessa).

- Capitolo   I    - Ambiente in cui agisce l'avversario e caratteristiche della sua azione.

- Capitolo   II   - Ambiente nel quale operiamo noi e necessità che ne derivano.

-     “          III  - Come debbono agire i nostri reparti:

- Esplorazione.

- Sicurezza in marcia  ed in stazione.

- Combattimento.

- Forme principali delle azioni offensive.

- Azione difensiva.

-     “          IV  - Autocolonne e convogli ferroviari.

- Generalità circa le autocolonne.

- Scorta delle autocolonne.

- Protezione delle autocolonne.

- Difesa delle autocolonne.

- Colonne di rifornimento, e simili, appiedate.

- Convogli ferroviari.

-       “        V   - Collegamenti.

 

P  A  R  T  E     Q  U  I  N  T  A

-  TRATTAMENTO DA USARE ALLE POPOLAZIONI ED AI PARTIGIANI NEL CORSO DELLE OPERAZIONI.

-  Popolazione.

-  Edifizi e villaggi.

-  Beni.

-  Consulenti croati.

-  Partigiani.

-  Avvertenza.

 

A  L  L  E  G  A  T  I

-  Allegato 1   -  Posizione “in marcia”.

-       “      2   -  Campi per aerorifornimenti.

-       “      3   -  Esempio di “piano di difesa".

-       “      4   -  Esempi di vari tipi.di lavori fortificatori.

-       “      5   -  Stralcio di circolare dello S.M.E. sulle marce.

-       “      6   -  Riconoscimento di presidi, ecc. da parte degli aerei.

-       “      7   -  “Segnali di urgenza”.

 

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COMANDO SUPERIORE FF.AA. “SLOVENIA E DALMAZIA”

(2^ ARMATA)

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P.M. 10,  lì 1° dicembre 1942 - XXI°

 

C  I  R  C  O  L  A  R  E     N.  3  C

-  La circolare N. 3 C del 1° marzo 1942 - XX, è sostituita dalla presente nuova edizione.

-  Essa conferma sostanzialmente la precedente.

Apporta ad essa alcune varianti di dettaglio.

La integra con disposizioni già diramate a parte, e con altre nuove, adeguate alle esperienze e costatazioni fatte nell'intenso periodo operatorio estivo ed autunnale.

-  La circolare comprende:

- PREMESSA: Concetti  basilari.

- PARTE I :      Servizio informazioni.

- PARTE II:      Misure di sicurezza e protezione.

- PARTE III:     Organizzazione del territorio e dei presidi.

- PARTE IV:     Operazioni.

- PARTE V:      Trattamento da usare alle popolazioni ed ai partigiani nel corso delle operazioni.

- ALLEGATI.

 

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P  R  E  M  E  S  S  A

C  O  N  C  E  T  T  I     B  A  S  I  L  A  R  I

 

I  quadri  dell'Armata  debbono  tenere  costantemente  presente  i seguenti  10  punti.

 

PUNTO   I°   :  L'ARMATA  E'  IN  GUERRA  GUERREGGIATA.

-  Essa non lotta contro le bande locali ed indipendenti, ma contro un avversario che mira a costituire un "fronte unico", a sostituzione di quell'esercito jugoslavo che l'Armata, in aprile 1941, ha gloriosamente messo fuori causa.

-  La guerra che si conduce in Balcania è la stessa che si combatte in Russia, nell'Africa Settentrionale, ecc.

-  Questo importa:

- mentalità di guerra;

- ripudio delle qualità negative compendiate nella frase "bono italiano";

- "grinta dura".

PUNTO  II°   :  IL  SERVIZIO  INFORMAZIONI  DEVE  ESSERE  PARTICOLARMENTE  ATTIVO  ED  ESTESO.

-  Ciò in conseguenza delle caratteristiche speciali alla lotta in cui l'Armata è impegnata.

-  Al servizio informazioni "tecnico", si deve accopppiare - da parte di tutti - la curiosità costante di ciò che accade intorno e accanto, e la conoscenza perfetta dell'ambiente.

-  "Sorprese informative" non sono ammissibili.

PUNTO  III°  :  IL  SEGRETO  DEVE  ESSERE  MANTENUTO  A  QUALUNQUE  COSTO.

-  La convivenza con popolazioni in origine favorevoli o neutre, e magari ancora esternamente accoglienti, induce l'italiano "bono" a fidarsi del primo venuto.

-  E' indispensabile invece di non fidarsi di nessuno e, - sino a prova irrefutabile in contrario - specialmente di coloro che si dimostrano esuberantemente favorevoli e cercano di accattivarsi la nostra amicizia.

PUNTO  IV°  :  I  PRESIDI, GRANDI  E  PICCOLI, DEBBONO  ESSERE  SOLIDAMENTE  SISTEMATI  A  DIFESA.

-  Con tale procedimento i presidi. (che costituiscono base indispensabile per le operazioni offensive), possono essere sicuramente mantenuti da forze ridotte, a tutto profitto di quelle incaricate delle operazioni suddette.

PUNTO   V°  :  L'EFFICIENZA  DEI  PARTIGIANI  E'  PER  LO  PIU'  SOPRAVALUTATA

-  Occorre agire decisamente, in alto ed in basso, alla tendenza ad esagerare le possibilità dell'Avversario.

-  Faccio appello, per questo al semplice buon senso. I quadri, che conoscono gli ostacoli che incontrano anche i reparti meglio organizzati e meglio armati, debbono rendersi conto delle difficoltà (di inquadramento - addestramento - armamento - munizionamento - ecc.) contro cui si dibattono le formazioni partigiane, e trarne le logiche conseguenze circa la loro efficienza e le loro possibilità reali.

-  Ogni comandante si ponga onestamente questa domanda: "Che cosa riterrei di poter fare io se, invece di essere alla testa del mio reparto, fossi il capo dei partigiani che ho di fronte?"
E l'onesta risposta porterà a riconoscere che un notevole per cento della efficienza dei partigiani è rappresentato dall'idea esagerata che noi di tale efficienza ci facciamo.

PUNTO VI°  :   ALLE OFFESE DELL'AVVERSARIO SI DEVE REAGIRE PRONTAMENTE E NELLA FORMA PIU' DECISA E MASSICCIA POSSIBILE

-  Il trattamento da fare ai partigiani non deve essere sintetizzato dalla formula: "dente per dente" ma bensì da quella "testa per dente".

-  La prontezza e la potenza della reazione suppongono:

-  in primo luogo del "ginger";

-  in secondo luogo: una organizzazione, permanente e contingente, propria allo scopo (elementi mobi1i, di pronto impiego).

-  Reazioni non organizzate, condotte "tanto per fare", con forze e mezzi inadeguatí, e che ottengono scopo contrario a quello prefisso, sono da scartare.

PUNTO  VII° :  LE OPERAZIONI CONTRO I PARTIGIANI SONO VERE E PROPRIE OPERAZIONI BELLICHE.

-  E come tali debbono essere organizzate e condotte.

-  Di azioni slegate, male imbastite, condotte trascurando i principi più elementari dell'arte militare, senza energia e decisione; di rifornimenti affidati a colonne insufficientemente forti; e di simili "male azioni", i quadri responsabili rispondono.

PUNTO VIII° : LA SORPRESA TATTICA NON E' AMMESSA.

-  Malgrado dolorosi esempi, si verifica tutt'ora il caso di reparti e colonne di rifornimento che si espongono sventatamente a volgari imboscate.

-  Errori di questo genere implicano una precisa e grave responsabilità.

PUNTO IX°  :   SI DEVE COMBATTERE A FONDO E CON ACCANIMENTO.

-  Non vi sono circostanze che autorizzano nuclei singoli a cessare dalla lotta o a sbandarsi, come non esistono circostanze che legittimino perdite in armi e prigioníeri, non accompagnate da notevoli perdite in morti e feriti.

-  L'eventuale verificarsi di simili fenomeni, ed il rientro di militari disarmati o di prigionieri, danno luogo a rigorose inchieste, ed a gravissimi provvedimenti disciplinari o penali.

-  Sotto questo punto di vista, si sfati la leggenda del trattamento umano usato dai partigiani ad alcune categorie di prigionieri: di fronte, infatti, a qualche caso del genere, verificatosi presso determinate formazioni, stanno numerosi casi di prigionieri seviziati e soppressi.

-  Si spieghi inoltre ben chiaramente alla truppa che le armi e munizioni eventualmente abbandonate, o stupidamente cedute all'avversarlo, sono quelle che, in altra occasione, serviranno a colpire coloro stessi che non hanno avuto il fegato di difenderle.

PUNTO X°  :   LA SITUAZIONE ED IL PRESTIGIO DELL'ITALIA NELLE NUOVE PROVINCE E NEL TERRITORIO DI OCCUPAZIONE, IMPONGONO A TUTTA L'ARMATA FERREA DISCIPLINA E CONTEGNO, SOTTO TUTTI GLI ASPETTI, ESEMPLARE.

-  Quanto riguarda la disciplina degli ufficiali, dei sottufficiali e dei caporali e soldati. è ovvio.

-  Circa il contegno ricordo:

-  debbono essere evitate, specie dagli ufficiali tutte le forme di parzialità, di dimestichezza e di 'lascia andare" di fronte alla popolazione;

-  l'uniforme, l'equipaggiamento ed i carichi debbono essere sempre molto corretti (la correttezza non è affatto in contrasto con lo stato di uso e di pulizia del vestiario, ecc., che in operazioni di guerra, nella neve e nel fango, possono logicamente essere scadenti);

-  l'atteggiamento dei reparti, nuclei ed individui in armi, in movimento o da fermo, deve essere quale si addice alle truppe di una grande nazione vittoriosa;

-  il contegno dei militari isolati, fuori servizio, in città, in paesi, in campagna, nelle stazioni, sui treni, ecc. deve essere irreprensibile.

 

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P  A  R  T  E      P  R  I  M  A


SERVIZIO   INFORMAZIONI


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omessa

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P  A  R  T  E       S  E  C  O  N  D  A


MISURE DI SICUREZZA E PROTEZIONE



CAPITOLO  I°

LIMITAZIONE ALLA CIRCOLAZIONE E SIMILI.

13  -  Nei centri abitati e nelle circostanti campagne, in cui siano in atto, o siano giudicati imminenti, movimenti di rivolta, o siano in atto o imminenti operazioni, i comandi di G.U. di settore ed - in caso di urgenza - anche quelli di presidio possono integrare le ordinarie limitazioni alla circolazione (lasciapassare - coprifuoco - ecc.) sino ad abolire completamente, finchè necessario, il movimento dei civili.

14  -  Nelle medesime circostanze i comandi di G.U. possono provvedere a sospendere finchè necessario, il movimento dei treni civili, delle autocorriere, ed il servizio postale, telegrafico e telefonico privato.

 

CAPITOLO II°

MISURE PRECAUZIONALI NEI CONFRONTI DELLA POPOLAZIONE

15 - Quando necessario agli effetti del mantenimento dell'O.P. e delle operazioni, i Comandi di G.U. possono provvedere:

a)  - ad internare, a titolo protettivo, precauzionale o repressivo, famiglie, categorie di individui della città o campagna, e, se occorre, intere popolazioni di villaggi e zone rurali;

b)  - a “fermare” ostaggi tratti ordinariamente dalla parte sospetta della popolazione, e, - se giudicato opportuno - anche dal suo complesso, compresi i ceti più elevati;

c)  - a considerare corresponsabili dei sabotaggi, in genere, gli abitanti di case prossime al luogo in cui essi vengono compiuti.

16 -  Gli ostaggi di cui in b) possono essere chiamati a rispondere, colla loro víta, di aggressioni proditorie a militari e funzionari italiani, nella località da cui sono tratti, nel caso che non vengono identificati - entro ragionevole lasso di tempo, volta a volta fissato - i colpevoli.

-  Gli abitanti di cui in c), qualora non siano identificati - come detto sopra - i sabotatori, possono essere internati a titolo repressivo; in questo caso il loro bestiame viene confiscato e le loro case vengono distrutte.

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CAPITOLO IX°

DOVERI DEGLI ELEMENTI INCARICATI DEI SERVIZI DI SICUREZZA E PROTEZIONE

34 - I militari, guardie, nuclei e reparti incaricati dei servizi di sicurezza e di protezione di cui sopra, debbono comportarsi, in ogni contingenza, colla massima energia e colla massima decisione.

35 - Le sentinelle, le vedette, uomini di pattuglia e simili, tengono, sia da fermi che in movimento, il fucile o moschetto nella posizione “in caccia” (vedi allegato n.1).
(Fanno eccezione, di giorno in situazione normale, le sentinelle situate all'ingresso di comandi e caserme, le quali tengono l'arma, a baionetta innestata, nella posizione proscritta per regolamento.  Di notte e di giorno in caso di allarme, anche dette sentinelle debbono avere l'arma ”in caccia”.

36 - Il personale, fisso o mobile, incaricato di assicurare i divieti di circolazione, sosta, approdo, ecc. di cui nel capitoli precedenti, si regola come segue:

- intimazione di ALT! a distanza - arma pronta all'uso - gesti e voce energici;

- mentre uno o più militari si mantengono con l'arma pronta all'uso, altri si avvicinano alle persone fermatesi all'intimazione, per riconoscerle;

- se le persone in parola risultano militari italiani, in servizio, (“parola d'ordine"), (ed altre precauzioni contingenti per assicurarsi che non si tratti di ribelli travestiti), vengono rilasciate; se si tratta di militari italiani non in servizio, o di militari croati, vengono trattenuti in vista ad ulteríori accertamenti;

- se le persone fermatesi all'intimazione sono civili, vengono tratte in arresto (perqusirle), e deferite per inosservanza di ordinanza;

- se le persone di cui trattasi  non si fermano all'intimazione, o reagiscono o tentano di fuggire, si apre subito su di esse il fuoco.

37 - Casi particolari:

a) - Protezione delle ferrovie.

- Di notte (ed anche di giorno in caso di nebbia fitta) viene aperto senz'altro il fuoco, senza intimazione di sorta contro coloro che contravvengono ai divieti contingenti in vigore.

- Il medesimo procedimento viene usato anche di giorno chiaro, qualora stabilito, per necessità inerenti alla situazíone, dai Comandi di G.U. interessati.

b) - Vigilanza costiera.

- Di giorno, viene intimato l'approdo alle imbarcazioni che muovano o sostino in specchi d'acqua víetati, (l'intimazione ad imbarcazioni fuori portata di voce è fatta sparando a lato delle imbarcazioni stesse).
Contro imbarcazioni che non aderiscano.alla intimazione di cui sopra, o che siano manifestamente avversarie, viene aperto senz'altro il fuoco.

- Di notte (ed anche di giorno in caso di nebbia fitta) viene aperto senz'altro il fuoco, senza intimazione di sorta, sugli individui, gruppi di individui ed imbarcazioni che contravvengano ai divieti contingenti in vigore.

c) - Protezione delle opere d'arte stradali e similí.

- Di notte (ed anche di giorno in caso di nebbia fitta), viene aperto senz'altro il fuoco senza Intimazione, di sorta su chi sosti, presso, sopra o sotto, opere d'arte situate in aperta campagna (ossia là quando detta sosta non può essere spiegata che da intenzioni dolose).
Lo stesso dicasi per i sostegni delle condutture di energia elettrica e per i sostegni delle linee telefoniche e telegrafiche in aperta campagna.

d) - Protezione di edifici militari, depositi e simili.

- Di notte (ed anche di giorno in caso di nebbia fitta), viene aperto senz'altro il fuoco, senza intimazione di sorta, su chi si avvicini o sosti in vicinanza immediata di depositi di armi, munizioni, esplosívl e carburanti.

38 - Come già accennato, della apertura immediata di fuoco senza intimazione di sorta, di cui sopra, debbono essere avvertite le popolazioni, nelle medesime "ordinanze" che stabiliscono i vari divieti e limitazioni.

- Ne debbono altresi essere avvertiti i militari croati e italiani in genere.

 

CAPITOLO X°

CONTEGNO DEI MILITARI IN GENERE DAL PUNTO DI VISTA DELLA SICUREZZA.

39 - Le prescrizioni di cui al n.34 relative agli elementi incaricatí dei servizi di sicurezza e protezione (massima energia - massima decisione) valgono altresi per tutti i reparti e militari dell'Armata.

40 - In conseguenza:

- I reparti, nuclei e mílítari isolati, di qualsiasi altro servizio incaricati, ed i gruppi e militari isolati da ogni servizio debbono reagire ed intervenire immediatamente, energicamente e decisamente, quando essi od altri reparti, nuclei e militari, a portata, siano attaccati, minacciati o vilipesi.

- AL GRIDO: "SECONDA ARMATA  A ME!” LANCIATO DA UN MILITARE COMUNQUE IN PERICOLO, TUTTI I COMPONENTI DELL'ARMATA CHE LO ODONO DEBBONO ACCORRERE A DARE AL CAMERATA, A QUALUNQUE COSTO, MAN FORTE.

41 - Si sappia bene che eccessi di reazione, compiuti in buona fede, non verranno mai perseguiti.

- Perseguiti invece, inesorabilmente, saranno coloro che dimostreranno timidezza e ignavia, e sopratutto coloro che non accorressero a sostegno del compagno minacciato.

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P  A  R  T  E     T  E  R  Z  A

ORGANIZZAZIONE  DEL  TERRITORIO  E  DEI  PRESIDI



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CAPITOLO  VIII°

TRUPPE ED ELEMENTI VARI

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TRUPPE CROATE

137 - Le truppe croate alle dipendenze dei comandi di G.U. e di quelli in sottordine, comprendono:

- reparti dell'esercito ("domobrani");

-     “     della milizia "ustascia" attiva;

-     “     della milizia ustascia "pripemna";

-     “     di gendarmeria.

138 - I reparti suddetti dislocati nei nostri presidi, o nelle zone ad essi legati dal punto di vista operativo, sono alla completa e permanente dipendenza d'impiego dei nostri comandi, i quali rispondono della loro collocazione, e del loro impiego (in: presidi - riserve mobili - P.F. - difesa costiera - polizia ecc.).

139 - Ciò posto, i comandi in parola debbono favorire l'addestramento tattico dei reparti di cui trattati, sorvegliarne il comportamento, stabilire delle norme di servizio di presidio uniformi, e prendere tutti i provvedimenti atti a cementare l'affiatamento reciproco, specie fra gli ufficiali.

140 - I presidi tenuti esclusivamente da truppe croate, ai nostri ordini, debbono essere organizzati come dalla presente circolare prescritta per i presidi italianí, o misti.
I reparti croati isolati ai nostri ordini (riparti di P.F. - posti gendarmeria - ecc.) debbono essere sistemati a difesa esattamente come stabilito per i corrispondenti elementi italiani.
Gli ordini, le disposizioni tecniche, la fornitura di materiali e simili, sono di competenza dei comandi italiani interessati.

141 - I reparti croati dislocati fuori dal limiti di cui al n.136 passano - secondo ordini contingenti - alle dipendenze d'impiego dei nostri comandi, quando siano a questi affidate operazioni nel territori di cui trattasi.

 

MILIZIA  VOLONTARIA  ANTICOMUNISTA   (M.V.A.C.)

142 - Le formazioni di M.V.A.C. sono reclutate, costituite, inquadrate, armate, equipaggiate, ecc. secondo norme a parte. Sono alla dipendenza completa e permanente dei comandi italiani,

143 - Vengono impiegate:

- normalmente attorno ai presidi, per tenere o controllo posizioni e zone avanzate a guisa di “cuscinetto” ínformativo e tattico dei presidi stessi, o di un loro dato insieme;

- talvolta: nei presidi, con funzione di riserve o reparti mobili, o di riserva ;alla difesa;

- nel corso di operazioni: come reparti esploranti, reparti di avanguardia o di retroguardia, reparti fiancheggianti. o come colonne a sè stanti, con concorso, o meno di reparti italiani, specie di a.a. e di artiglieria.

144 - In determinati casi può essere affidata a formazioni M.V.A.C. particolarmente solide e fidate, la difesa di presidi staccati, la protezione di tratti di ferrovia, ecc., ed il controllo di intere zone.

145 - Le formazioni di M.V.A.C., incaricate di tenere posizioni, centri abitati o di proteggere ferrovie e simili, debbono sistemarsi a difesa con criteri analoghi a quelli stabiliti per i reparti italiani, nel limite compatibile colle caratteristiche dei quadri e gregari.
Deve essere data loro tutta l'assistenza tecnica e materiale necessaria.

- Siano sempre presi i provvedimenti necessari per impedire o reprimere eccessi da parte delle formazioni in parola a danno delle popolazioni.

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P  A  R  T  E     Q  U  I  N  T  A

 

TRATTAMENTO DA USARE ALLE POPOLAZIONI ED AI PARTIGIANI NEL CORSO DELLE OPERAZIONI.

251 - Il trattamento da usare alle popolazioni nelle circostanze comuni. è regolato dalle disposizioni di cui alla Parte II della presente circolare.

252 - Nel corso delle operazioni si applicano in più, le regole seguenti:

- gli individui trovati nella zona dove si è svolto o si svolge il combattimento, e non abitanti nella stessa (fatto che lascia presumere che siano al seguito dei partigiani),vengono arrestati, sottoposti ad indagini, e trattati a seconda del risultato di esse;

- lo stesso trattamento viene usato verso gli individui sospetti di favoreggiamento ai partigiani, siano essi abitanti, o meno, della zona di cui trattasi.

253 - In casi particolari (grandi operazioni - ecc.) i comandi di C.d'A. possono integrare - se necessario - le norme ordinarie, a quelle di cui sopra, con altro, che vengono, per lo più, notificate a mezzo di "ordinanze".

 

EDIFICI E VILLAGGI

254 - All'infuori del caso previsto dal n.16, nel corso delle operazioni vengono distrutti gli edifici dai quali partono offese alla nostre truppe, e quelli in cui si rinvengono deposití di armi, munizioni ed esplosivi.

- Alla distruzione di interi villaggi si procede solo nel caso che l'intera popolazione o la massima parte di essa, abbia combattuto materialmente contro le nostre truppe, dall'interno dei villaggi stessi, e durante le operazioni in quel dato momento in atto.

255 - ln casi particolari (grandi operazioni - ecc.) i comandi di C.d'A. possono integrare - se necessario - le norme di cui sopra con altre, che vengono, per lo più, notificate a mezzo di "ordínanze".

256 - I campi (logor), baracche ed apprestamenti dei partigiani vengono sempre distrutti, tranne nel caso che possano servire alle nostre truppe.

257 - (E' inteso che si parla qui (N.254-256) di distruzione metodiche ed intenzionali,. e non di danneggiamento e distruzione causati dall'impiego operativo dei mezzi di offesa terrestri ed aerei, per il quale non esiste altra norma che la necessità bellica contingente).

 

B E N I.

258 - Nel corso delle operazioni viene praticata la confisca (non per iniziativa individuale, ma per disposizione dei comandi responsabili) dei viveri, foraggi e bestiame esistenti negli edifici e villaggi distrutti per le ragioni di cui sopra.

259 - Nelle abitazioni e villaggi trovati sgomberi, e nelle campagne immediatamente adiacenti, vengono confiscati i viveri, foraggi ed il bestiame (per disposizione, s'intende dei comandi responsabili), nel caso gli abitanti risultino definitivamente partiti, o, molto lontani, o quando - a parte tali circostanze - si debba ritenere che detti viveri, ecc. possano appartenere alle formazioni partigiane, o cadere, se da noi abbandonati - nelle loro mani.

260 - Quanto confiscato viene versato alla Sussistenza, meno ciò che sia indispensabile alla vita immediata dei reparti operanti nella zona.

261 - Il saccheggio delle abitazioni, comprese quelle da distruggere, deve essere impedito con misure preventive e, se occorre, con repressioni draconiane.

 

CONSULENTI CROATI.

262 - Sono addetti ai nostri comandi, in territorio croato, stabilmente od occasionalmente, dei funzionari od ufficiali o sottufficiali della gendarmeria, destinati a cooperare a. titolo consultivo, nel corso delle operazioni, per quanto riguarda i rapporti colle popolazioni.

- Essi orientano i comandi operanti sulle caratteristiche, tendenze, tradizioni, precedenti, contegno, ecc. delle popolazioni e dei singoli.

- Del loro parere e delle loro proposte si deve tener conto, nel limite consentito dalle necessità operative, per adeguarvi il trattamento da usare agli abitanti, alle loro abitazioni ed ai loro beni.

 

P A R T I G I A N I.

263 - Il trattamento da usare verso i partigiani cattturatí colle armi alla mano, ai partigiani feriti, ai partigiani che si arrendono e verso gli individui catturati od incontrati in condizioni e circostanze tali da far ritenere per certo che si tratti di partigiani in momentaneo atteggiamento pacifico, è regolato da ordini a parte, di valore permanente, o da disposizioni speciali, di valore contingente, per lo più notificate a mezzo di “ordinanze”.

 

A  V  V  E  R  T  E  N  Z  A

264 - Nel trattamento da usare verso le popolazioni, gli edifici,  villaggi e beni, e verso i partigiani, è assolutamente necessario di attenersi alle norme permanenti o contingenti in vigore.

- Inasprimenti alle medesime, praticati senza un'assoluta necessità (atti di ostilità armata - tentativi di fuga), sarebbero indegni delle nostre tradizioni di umanità e di giustizia, e costituirebbero altresì - nei riflessi delle popolazioni - un'arma a "doppio taglio".

 

IL GENERALE
COMANDANTE DESIGNATO D'ARMATA
                    F.to (Mario Roatta)

 

 

Fonte: Fondo Gasparotto b. 10, fasc. 38, presso archivio Fondazione ISEC (Istituto per la Storia dell'Età Contemporanea), Sesto S.Giovanni (Mi).